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Bertolt Brecht e lo straniamento
Bertolt Brecht (1898-1956) è stato un drammaturgo, poeta e regista tedesco che ha rivoluzionato il teatro del XX secolo con la creazione del teatro epico. Insoddisfatto delle convenzioni teatrali tradizionali, Brecht sviluppò il concetto di Verfremdungseffekt, o effetto di straniamento, per rompere l’illusione scenica e coinvolgere il pubblico in una riflessione attiva sulle tematiche sociali.
Il metodo Brechtiano e le tecniche di recitazione moderne
Anche se le tecniche di recitazione americane, come quelle di Stanislavskij, Strasberg e le più moderne, hanno portato contributi significativi alla recitazione, credo che il metodo di Brecht offra un approccio altrettanto potente e unico. Lo straniamento non esclude l’uso di altre tecniche, ma le integra, permettendo agli attori di esplorare nuove dimensioni nella costruzione del personaggio.
Applicazione dello straniamento e l’importanza del dialetto
Grazie agli insegnamenti di Carlo Formigoni, ho imparato ad applicare lo straniamento attraverso diverse tecniche:
- Uso della terza persona: parlando delle azioni del personaggio in terza persona, creo una distanza critica tra me e il ruolo interpretato.
Esempio: invece di dire “Sono disperato”, potrei dire “Egli è disperato”.
- Rottura della quarta parete: mi rivolgo direttamente al pubblico, commentando le azioni o ponendo domande che stimolano la riflessione.
- Uso dei cartelli: introduco cartelli che descrivono o commentano la scena, guidando il pubblico attraverso la narrazione con consapevolezza critica.
Esempio: prima di una scena cruciale, un cartello potrebbe recitare “Il protagonista affronta una scelta difficile che cambierà il suo destino”.
- Uso del dialetto: il dialetto è fondamentale per costruire la verità dei personaggi, radicandoli nel loro contesto culturale e sociale.
Esempio: esprimere emozioni intense utilizzando espressioni dialettali rende il personaggio più autentico e vicino al pubblico.
Carlo Formigoni: il mio maestro
Carlo Formigoni (nato nel 1938) è stato un regista e pedagogo teatrale italiano, noto per il suo impegno nel teatro educativo e sociale. La sua passione per il teatro brechtiano e il suo approccio innovativo alla recitazione hanno influenzato profondamente il mio percorso artistico.
Ricordo con affetto le prove nel suo teatro all’aperto a Cisternino, in Puglia. Era un luogo magico, immerso nella natura, dove l’arte prendeva vita in maniera autentica e spontanea. Carlo credeva fermamente nell’importanza dello straniamento e nell’uso del dialetto per creare una connessione autentica con il pubblico. Le sue lezioni non erano solo tecniche, ma vere e proprie esperienze di vita che mi hanno arricchito sia come attrice che come persona.
Giorgio Strehler, Milva e Massimo Ranieri
Giorgio Strehler, co-fondatore del Piccolo Teatro di Milano, è stato uno dei più grandi registi italiani che ha abbracciato e diffuso il metodo di Brecht nel nostro paese. Nelle sue produzioni, come L’Opera da tre soldi, ha saputo integrare lo straniamento coinvolgendo artisti straordinari come Milva e Massimo Ranieri .
Milva, con la sua voce potente e carismatica, ha interpretato magistralmente i brani di Brecht e Kurt Weill, portando sul palco un mix di intensità emotiva e riflessione critica. Massimo Ranieri, allo stesso modo, ha saputo fondere il canto e la recitazione, utilizzando anche il dialetto napoletano per arricchire i personaggi e renderli più autentici.
Questi artisti hanno dimostrato come lo straniamento e l’uso del dialetto possano creare una connessione profonda tra attore e personaggio, senza perdere la capacità di coinvolgere il pubblico in una riflessione più ampia.
Esempio pratico di straniamento
Scenario: un personaggio, Antonio, operaio in una fabbrica, scopre che la sua azienda sta per chiudere.
- Uso della terza persona: mi rivolgo al pubblico dicendo: “Antonio apprende che la fabbrica chiuderà. Egli si chiede come farà a mantenere la sua famiglia.”
- Uso dei cartelli: prima della scena, un cartello recita: “Il lavoratore affronta la perdita del suo sostentamento.”
- Commento diretto: aggiungo, “È così che il sistema ripaga anni di duro lavoro?”
- Uso del dialetto: esprimo la sua frustrazione in dialetto: “E mo’, che faccio? ‘A famiglia mia come campa?”
Questo approccio permette al pubblico di osservare la situazione da una prospettiva critica, riflettendo sulle ingiustizie sociali rappresentate.
L’importanza del dialetto nella verità dei personaggi
Il dialetto non è solo un mezzo di comunicazione, ma un’espressione profonda dell’identità culturale. Nel metodo di Brecht, l’uso del dialetto:
- Rende il personaggio autentico: radicalizza il personaggio nel suo contesto sociale, rendendolo più credibile.
- Stimola la riflessione critica: l’alternanza tra lingua standard e dialetto può sorprendere il pubblico, rompendo l’illusione scenica.
- Evidenzia tematiche sociali: può sottolineare le differenze di classe o di provenienza, arricchendo la narrazione.
Nell’ambito della recitazione il metodo brechtiano offre agli attori strumenti potenti per esplorare la complessità dei personaggi e per coinvolgere il pubblico in una riflessione profonda. Anche se le tecniche americane, come quelle di Stanislavskij, Strasberg e le più moderne, hanno portato contributi significativi alla recitazione, il metodo brechtiano offre un approccio unico che valorizza non solo l’interpretazione emotiva ma anche la consapevolezza critica.
La figura di Carlo Formigoni è stata fondamentale nel mio percorso. La sua passione per il teatro brechtiano e il suo impegno nell’educare gli attori alle tecniche dello straniamento hanno lasciato un segno indelebile in me. Le esperienze vissute nel suo teatro all’aperto a Cisternino sono tra i ricordi più preziosi della mia vita artistica.
Artisti come Milva e Massimo Ranieri , sotto la guida di Giorgio Strehler , hanno dimostrato come questo approccio possa arricchire il teatro italiano, fondendo tradizione e innovazione. Credo fermamente che continuare ad esplorare il metodo brechtiano, integrandolo con le nostre radici culturali attraverso l’uso del dialetto e dei cartelli, possa arricchire ulteriormente il panorama teatrale contemporaneo.
Ritengo che il teatro brechtiano, con la sua capacità di unire emozione e riflessione, sia un patrimonio prezioso. Continuare a valorizzarlo è il modo migliore per onorare maestri come Carlo Formigoni e per offrire al pubblico esperienze teatrali profonde e significative.
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